Cucine da abitare, storie da progettare: PRIMOPIANO sceglie NAD per coltivare il talento dei designer di domani

Progettare una cucina, oggi, significa molto più che disegnare uno spazio funzionale. Significa dare forma a uno stile di vita, a relazioni, abitudini e desideri sempre più ibridi, personalizzati e in evoluzione. La cucina si trasforma in luogo simbolico, tecnico ed emozionale insieme, capace di raccontare chi la vive, oltre che come viene vissuta.

Non è un caso che, secondo il più recente report di Statista Market Insights (luglio 2025), il mercato delle cucine su misura in Europa supererà i 18 miliardi di euro entro il 2026, con l’Italia a trainare le richieste di soluzioni personalizzate e ad alto contenuto esperienziale.

È in questo scenario che nasce la nuova partnership tra PRIMOPIANO, brand italiano che unisce sartorialità produttiva e visione contemporanea, e NAD – Nuova Accademia del Design.
Un progetto comune che guarda ai giovani designer come motore creativo e culturale per ridisegnare i linguaggi del design d’interni, a partire proprio dalla cucina.

In attesa dei primi concept firmati dagli studenti NAD, abbiamo intervistato il team PRIMOPIANO per approfondire la visione che guida il brand, i valori progettuali e le aspettative verso questa nuova collaborazione.

Primopiano è un brand che da sempre unisce ricerca estetica e funzionalità. Come si definisce oggi l’identità di un’azienda che progetta e produce cucine nel 2025?

PRIMOPIANO × NAD cucine su misura e talenti del design

Oggi PRIMOPIANO si definisce come un’azienda che ha saputo fondere il valore dell’artigianalità con la precisione delle tecnologie produttive avanzate, mantenendo una forte identità di brand orientata alla personalizzazione. In un panorama in cui molti rivenditori si limitano a proporre soluzioni preconfezionate, PRIMOPIANO si distingue per essere un produttore che controlla direttamente ogni fase: dalla progettazione al montaggio, passando per test specifici su durabilità, resistenza e finiture. Non solo: tre showroom di proprietà (Padova, Brescia, Milano) permettono di garantire un’esperienza immersiva e continuativa con il cliente, senza intermediari. Il cuore dell’identità aziendale è la filosofia “Kitchen By You”, che pone al centro la persona, non più lo spazio. Questo significa partire dai desideri, dallo stile di vita e dai sogni del cliente per costruire cucine uniche, su misura e pensate per le esigenze della vita quotidiana di chi le abita. In questo senso, PRIMOPIANO oggi è molto più di un’azienda di cucine: è un sistema aperto e sartoriale, dove design e relazione si fondono.

Quali sono secondo voi i valori che contano davvero per chi acquista una cucina oggi, soprattutto tra le nuove generazioni?

Le nuove generazioni, a differenza di quelle precedenti, non cercano solo un prodotto bello e durevole. Cercano un’esperienza, un’identificazione con i propri valori e un design che parli di sé. I giovani consumatori sono molto più attenti all’autenticità, alla sostenibilità e all’innovazione. Ecco perché oggi contano valori come la qualità percepita e reale, l’ergonomia funzionale, la versatilità, ma anche l’estetica coerente con il proprio stile di vita. Inoltre, vogliono che la cucina sia un luogo conviviale, ibrido, capace di adattarsi a momenti diversi della giornata: non più solo uno spazio tecnico, ma un luogo personale dove si lavora, si socializza, si crea. Da PRIMOPIANO ci impegniamo per costruire cucine che durino nel tempo, ma che possano anche raccontare chi sei, accogliere i tuoi riti e rispondere al tuo stile. Per questo la personalizzazione non è solo un’opzione estetica, ma una scelta progettuale basata sulla persona.

Avete deciso di attivare un dialogo diretto con un’accademia di design come NAD. Cosa vi ha convinto di questo approccio e cosa vi aspettate dal confronto con i giovani progettisti?

Il dialogo con realtà formative come NAD nasce dal nostro desiderio di mettere in circolo nuove energie, idee e contaminazioni. Riteniamo che il design oggi non possa più essere autoreferenziale o chiuso, ma debba essere frutto di una rete di relazioni. I giovani progettisti portano con sé nuovi linguaggi, sguardi originali, una visione libera dai vincoli del “già visto” e strumenti tecnologici che spesso superano quelli usati nel quotidiano. Ci aspettiamo progetti audaci, anche imperfetti ma vivi, che possano aprirci nuove prospettive e farci riflettere sulle modalità con cui oggi si abita, si comunica, si sogna una cucina. Questo confronto per noi è un’opportunità di crescita reciproca: vogliamo offrire strumenti concreti, ma anche essere messi in discussione, per non cristallizzare la nostra identità ma continuare ad evolverla. È proprio dalla collisione tra mondi diversi che nascono le idee più stimolanti.

“Kitchen By You” è una filosofia che mette al centro le persone. Come cambia il progetto di una cucina quando si parte dalle storie di chi la abita?

PRIMOPIANO NAD cucine designer

Quando si parte dalle persone e non dallo spazio, la cucina smette di essere un semplice contenitore per diventare una risposta viva alle abitudini quotidiane. Il metodo “Kitchen By You” rivoluziona il processo: non chiediamo subito le misure della stanza, ma ascoltiamo chi sei, come vivi, che relazioni vuoi favorire in quello spazio. C’è chi sogna una cucina per cucinare insieme agli amici, chi la vuole minimale perché cucina poco, chi ha bisogno di superfici facili da pulire perché ha bambini piccoli. Ogni racconto porta a soluzioni uniche: il progetto si adatta alla persona, non il contrario. Anche l’approccio progettuale si trasforma: materiali, colori, texture diventano strumenti di espressione personale. Il quadrato simbolico, che nella nostra guida rappresenta lo spazio base, viene attraversato da linee che uniscono “Tu”, “La tua casa”, “Lo showroom” e “Il personal kitchen designer”. È un processo aperto, dinamico e profondamente empatico.

In un mondo sempre più digital e influenzato dai social, come si stanno evolvendo i linguaggi visivi legati all’interior e al prodotto cucina?

Il linguaggio visivo oggi deve trasmettere emozione, relazione, funzione. Le immagini statiche non bastano più: il cliente vuole vedere come funziona un cassetto, come cambia la luce sulla finitura, come si apre una colonna attrezzata. Il digitale permette di rendere la cucina viva e interattiva, anche prima di visitare lo showroom. Il nostro impegno nel digitale va in questa direzione: mostrare dettagli, micro-azioni e interazioni con la cucina. I social ci permettono di ispirare e di raccontare progetti reali, accostamenti, soluzioni smart. Inoltre, permettono di dialogare con la community, raccogliere feedback, e contaminare il nostro linguaggio con nuove tendenze visive. Il digitale non è più solo uno strumento di marketing, ma una parte integrante della progettazione emozionale. Le nostre cucine diventano esperienze visive e sensoriali, capaci di coinvolgere il cliente ancor prima che tocchi con mano.

Quali caratteristiche vi colpiscono di più nei progetti dei giovani designer? E cosa vi augurate di trovare in chi parteciperà alla vostra iniziativa?

Nei progetti dei giovani designer ci colpiscono la libertà creativa, il coraggio nel rompere le regole, l’uso innovativo dei materiali e delle palette cromatiche. Spesso riescono ad abbinare elementi innovativi, a interpretare tendenze con un linguaggio personale. Hanno meno paura di sperimentare, e questo è un valore prezioso. Da chi parteciperà alla nostra iniziativa ci aspettiamo idee che siano diverse tra loro, anche in contrasto, purché abbiano un filo conduttore chiaro e una coerenza con i valori del nostro brand: autenticità, sartorialità, eleganza. Speriamo di vedere progetti che raccontino un nuovo modo di vivere la cucina: un ambiente dove si intrecciano creatività, stile di vita, tecnologia e nuove ispirazioni. E anche soluzioni “inusuali”, che magari ci faranno guardare i nostri stessi prodotti con occhi nuovi. Il nostro sogno è che, alla fine, qualche progetto ci faccia dire: “Ecco, non ci avevamo mai pensato così, ma ci rappresenta”.

Senza svelare troppo, possiamo dire che il progetto con NAD nasce per stimolare creatività, visione e dialogo fra mondi diversi. Quanto conta per voi oggi un approccio aperto, trasversale e multidisciplinare?

studenti design interior

Per PRIMOPIANO, la voglia di mettersi in gioco e accogliere nuove idee è un’opportunità unica. In un settore spesso considerato rigido e incasellato, noi vogliamo essere un’azienda fluida, contaminata, ibrida. Oggi non basta più pensare in verticale: i migliori progetti nascono dall’intersezione tra linguaggi diversi: arte, moda, architettura, grafica, persino filosofia. Un approccio multidisciplinare ci permette di andare oltre il “prodotto cucina” e costruire un’esperienza culturale e abitativa. La collaborazione con NAD è un esempio concreto di come ci piace lavorare: creare connessioni vive, raccogliere stimoli da ambiti differenti e lasciare che queste influenze plasmino le nostre scelte progettuali e comunicative. Lavorare in questo modo significa non restare mai fermi, ma mettersi in discussione, ascoltare, evolvere. È solo attraverso lo scambio, anche con mondi apparentemente lontani, che si può innovare davvero, senza snaturarsi ma arricchendo la propria identità.

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