
In un’epoca in cui l’abitare assume significati sempre più ampi, trasversali e identitari, la figura dell’arredatore di interni si è profondamente evoluta. Non si tratta più soltanto di scegliere mobili, tessuti e colori, ma di orchestrare emozioni, ergonomia, sostenibilità e linguaggi visivi all’interno di spazi pensati per rispecchiare persone, brand, esperienze. L’interior design non è più un mestiere d’intuito: è una disciplina complessa, dove la sensibilità estetica incontra la cultura del progetto.
Che scuola bisogna fare per diventare arredatore di interni?
La domanda è sempre più frequente, soprattutto tra chi desidera accedere a un percorso creativo ma solido. Le strade sono diverse: c’è chi sceglie l’università (con percorsi in Design del prodotto, Arti visive, Architettura d’interni) e chi opta per accademie specializzate, capaci di coniugare formazione tecnica, visione progettuale e contatto diretto con il mondo del lavoro.
La Nuova Accademia del Design (NAD) propone un percorso triennale in Interior Design, attivo dal 2012, che ha formato centinaia di professionisti oggi inseriti nei più importanti studi italiani e internazionali. Un corso completo, pensato per sviluppare tutte le competenze necessarie: dalla narrazione dello spazio alla sua rappresentazione tecnica, fino alla modellazione 3D, al rendering fotorealistico e all’uso di materiali innovativi.
Per chi cerca una formula più compatta o già lavora nel settore, NAD offre anche un Corsi Annuali Professionali e una serie di corsi brevi tematici: Lighting Design, Home Staging, Interior Styling, Feng Shui, Interior Trends. Tutti percorsi pensati per accompagnare la crescita verticale delle competenze, in linea con le richieste del mercato.
Quanto guadagna un arredatore di interni?
Le retribuzioni variano molto in base all’esperienza, alla città e al posizionamento nel mercato. Un profilo junior può partire da circa 22.000 euro lordi annui, ma con il tempo e le specializzazioni (in particolare nel residenziale di lusso, nel retail, nella progettazione contract) i compensi possono superare i 60.000 euro. Un freelance affermato o un art director all’interno di uno studio strutturato può raggiungere cifre ancora più significative, soprattutto se opera in contesti internazionali.
Interior designer o architetto?
Spesso i due ruoli si sovrappongono, ma è importante sottolineare le differenze. L’interior designer (arredatore di interni) si occupa principalmente della progettazione degli spazi interni, dal concept alla scelta dei materiali e degli arredi, senza intervenire sulla struttura edilizia. L’architetto, invece, ha una formazione orientata anche alla progettazione costruttiva e strutturale, ed è iscritto a un albo professionale. Le due figure possono collaborare in modo sinergico, ma il ruolo del designer si distingue sempre più per l’approccio narrativo, visivo e orientato all’esperienza.
Come diventare interior designer di lusso?
Il segmento luxury richiede una sensibilità particolare e una conoscenza approfondita dei materiali, delle finiture e del linguaggio visivo. Formarsi con docenti provenienti dal settore, partecipare a fiere di riferimento (come il Salone del Mobile), costruire un portfolio coerente e curato, sono tutti elementi fondamentali. In questo ambito, NAD offre un ecosistema che unisce laboratori pratici, visite in showroom e partnership con aziende leader del Made in Italy.
Serve la laurea per diventare arredatore di interni?
No, non è obbligatoria. Ciò che conta è la preparazione tecnica, la creatività, la capacità di presentare un progetto e interagire con realtà professionali. I percorsi NAD sono riconosciuti a livello nazionale e, grazie all’accreditamento europeo in corso (EABHES) e al riconoscimento IUL per alcuni corsi, stanno acquisendo un valore accademico spendibile anche all’estero.
Dove viene pagato meglio un interior designer?
Milano, Roma e le grandi città italiane offrono le maggiori opportunità, ma anche la Svizzera, i Paesi Bassi, Dubai e il Regno Unito rappresentano mercati attrattivi. NAD prepara i propri studenti con strumenti tecnici, portfolio bilingue e project work internazionali, per poter rispondere a un mercato in continua evoluzione.
Dove studiare interior design in Italia?
Oltre agli atenei pubblici e privati, le accademie specializzate rappresentano una scelta mirata per chi cerca un contatto reale con il mondo del progetto. NAD, con sedi a Verona e Milano, è una delle realtà più attive: organizza eventi, contest, workshop, e da quest’anno ha introdotto una nuova business unit B2B per potenziare l’incontro tra studenti e aziende.
Un interior designer non disegna solo spazi: costruisce esperienze, racconta storie, e contribuisce a ridefinire il nostro modo di vivere. E per farlo, serve una formazione che unisca rigore, visione e pratica. Serve una scuola come NAD.


