Dove nasce il design che cambia le regole: Fluidmaster sceglie NAD e Accademia Cappiello di Hdemy Group per progettare il bagno del futuro

Una nuova alleanza tra industria e formazione ridisegna l’ambiente bagno come spazio di inclusione, innovazione e benessere. Il contest “Design for Water Solutions” chiama studenti e professionisti a dare forma a un design che sia per tutti.

In un’epoca in cui la progettazione degli spazi abitativi si intreccia sempre più con i valori dell’inclusione e della sostenibilità, la collaborazione tra Fluidmaster Italia e Hdemy Group (NAD – Nuova Accademia del Design e Accademia Cappiello) dà vita a un progetto che unisce creatività, innovazione e formazione.

Il contest “Design for Water Solutions”, rivolto sia a studenti NAD e Cappiello sia a professionisti del settore, rappresenta un laboratorio progettuale a cavallo tra industria e accademia, con un obiettivo chiaro: ripensare l’ambiente bagno come luogo di benessere, accessibilità e bellezza.

Ne abbiamo parlato con Matteo Baldioli, Country Manager di Fluidmaster Italia, per approfondire la visione che guida questa iniziativa e capire cosa può nascere dal confronto con le nuove generazioni di designer.

L’intervista completa a Matteo Baldioli di Fluidmaster

L'intervista completa a Matteo Baldioli di Fluidmaster

Come è nata l’idea del contest “Design for Water Solutions” e perché avete deciso di coinvolgere NAD e l’Accademia Cappiello?

L’idea del contest “Design for Water Solutions” è nata dalla volontà di promuovere un approccio innovativo e sostenibile alla gestione dell’acqua, coinvolgendo le nuove generazioni in una sfida concreta e attuale. Crediamo fortemente nell’importanza della formazione e nel valore del dialogo con i giovani talenti, che rappresentano il futuro del nostro settore. Abbiamo scelto di coinvolgere NAD – Nuova Accademia del Design e l’Accademia Cappiello perché condividono con noi questa visione. Conoscevo già NAD e, sapendo come prepara i suoi studenti – con un’attenzione particolare alla progettualità e alla prontezza per il mercato del lavoro – mi è sembrata la scelta più adatta. Entrambe le accademie formano professionisti capaci di coniugare creatività, competenze tecniche e sensibilità verso le tematiche ambientali, ed è proprio questo il tipo di contributo che volevamo per il nostro progetto.

Fluidmaster è un punto di riferimento a livello globale nel settore idrosanitario. Cosa vi aspettate da un confronto diretto con i giovani designer in formazione?

Fluidmaster è un punto di riferimento globale nel settore idrosanitario e proprio per questo sentiamo la responsabilità di continuare a innovare, anche nel modo in cui guardiamo ai nostri prodotti. Talvolta, chi lavora quotidianamente a stretto contatto con soluzioni tecniche consolidate rischia di restare ancorato a visioni abituali, magari senza rendersene conto. Per questo riteniamo che il confronto con i giovani designer in formazione possa essere una carta vincente. I ragazzi e le ragazze che si stanno formando oggi hanno uno sguardo libero da preconcetti, sono curiosi, aperti al cambiamento e spesso capaci di proporre soluzioni fresche, fuori dagli schemi. Ci aspettiamo da questo dialogo non solo nuove idee, ma anche stimoli che ci aiutino a ripensare il nostro approccio, a vedere i nostri prodotti con occhi diversi e, perché no, a scoprire nuove direzioni progettuali.

Il contest invita a ripensare le placche di scarico in un’ottica di “Design for All”. Qual è, secondo voi, il valore oggi del design inclusivo nel contesto bagno?

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Il contest si articola su due livelli: da un lato invita i professionisti a ripensare la placca di scarico, dall’altro propone agli studenti la progettazione di un bagno – residenziale o comunitario – che tenga conto dei principi del Design for All. Questo approccio non è solo una tendenza, ma un vero e proprio valore sociale: proclama il diritto umano all’inclusione e promuove un design capace di accogliere la diversità umana in tutte le sue forme.

Nel contesto bagno, il design inclusivo assume oggi un ruolo fondamentale. Significa progettare ambienti fruibili in modo autonomo da persone con abilità, età ed esigenze differenti, senza dover ricorrere a soluzioni speciali o segreganti. È un cambio di paradigma: non si tratta più di “adattare” il design a posteriori, ma di pensare fin dall’inizio a spazi e prodotti che siano naturalmente accessibili, intuitivi e dignitosi per tutti.

Con questo contest vogliamo stimolare una riflessione profonda su questi temi, coinvolgendo sia chi ha esperienza consolidata sia chi si sta formando con uno sguardo nuovo. Perché solo integrando competenze e visioni diverse possiamo davvero innovare in modo responsabile e duraturo.

Quanto conta oggi per un brand come Fluidmaster saper ascoltare i linguaggi visivi e le nuove sensibilità delle nuove generazioni (Gen Z e Alpha)?

Per un brand come Fluidmaster, ascoltare i linguaggi visivi e le sensibilità delle nuove generazioni è essenziale. Gen Z e Alpha non si limitano a consumare prodotti: portano valori forti come inclusività, sostenibilità e autenticità e usano il design per esprimere identità e visione del mondo. In questo contesto, il design non è solo una questione di forma, ma diventa un linguaggio attraverso cui esprimere identità, appartenenza e visione del mondo. Per questo, come Fluidmaster, crediamo sia essenziale aprirci al dialogo con i giovani, comprenderne i codici visivi, le aspettative e le priorità. Non si tratta solo di intercettare tendenze, ma di costruire insieme un futuro in cui il bagno – e più in generale l’ambiente domestico – sia uno spazio sempre più inclusivo, intelligente e in sintonia con le persone.

A vostro avviso, in che direzione si sta muovendo il mercato della casa e del bagno in particolare? Ci sono trend a cui state prestando particolare attenzione?

Il mercato della casa – e del bagno in particolare – si sta muovendo verso spazi sempre più versatili, capaci di accogliere momenti di convivialità, intimità e lavoro. Il bagno, insieme alla cucina, è tra gli ambienti in cui si investe di più, perché rappresenta un luogo di benessere personale.

Stiamo osservando con attenzione trend che uniscono funzionalità e comfort: linee semplici, materiali naturali e colori che favoriscono il relax, come il verde salvia, il beige e le tonalità terrose. Il design punta a creare ambienti accoglienti e rigeneranti, ispirati alla natura e al minimalismo contemporaneo. Anche l’uso del colore diventa strategico: tonalità calde e sofisticate aiutano a migliorare la qualità della vita in casa, trasformando il bagno in una vera e propria oasi di benessere. Per Fluidmaster, questi trend rappresentano un’opportunità per innovare con soluzioni che rispondano alle nuove esigenze abitative, sempre più orientate all’equilibrio tra estetica, funzionalità e inclusività.

Il tema sostenibilità è centrale nel progetto e nella vostra visione. Quali sono le sfide che state affrontando in questa direzione e le soluzioni già adottate?

bagno sostenibile fluidmaster

La sostenibilità è un pilastro della nostra mission aziendale e guida ogni nostra scelta, dalla progettazione dei prodotti all’impegno sociale. Una delle sfide principali è coniugare performance e risparmio idrico, riducendo l’impatto ambientale senza compromettere l’efficienza. Per questo sviluppiamo soluzioni che ottimizzano il consumo d’acqua e materiali pensati per durare nel tempo. Inoltre, siamo attivamente coinvolti in iniziative umanitarie, come la collaborazione con World Vision, che riflette il nostro impegno a “essere buoni cittadini nella comunità” – uno dei valori fondanti dell’azienda. Guardiamo alla sostenibilità non solo come responsabilità ambientale, ma anche come valore sociale, integrato nella nostra cultura e nei nostri prodotti.

In che modo iniziative come questa – che uniscono formazione, creatività e industria – possono contribuire a costruire l’abitare di domani?

Iniziative come questa sono fondamentali perché mettono in dialogo mondi diversi: da un lato l’esperienza progettuale e industriale di aziende come la nostra, che ogni giorno lavorano per innovare prodotti concreti; dall’altro la creatività e la visione aperta delle nuove generazioni, che per età e formazione riescono spesso a pensare “oltre” i limiti che noi, per abitudine, potremmo darci. Quello che dico spesso ai miei collaboratori è: “think out of the box”. E quale occasione migliore per farlo se non confrontandosi con chi ha uno sguardo libero, curioso e non ancora vincolato da logiche di mercato? È proprio da questo scambio che può nascere l’abitare di domani: più inclusivo, più funzionale, ma anche più ispirato.

Come immaginate il bagno del futuro? E quale ruolo dovrebbe avere il design in questo spazio così intimo, quotidiano e fondamentale?

Immaginiamo il bagno del futuro come uno spazio accessibile, funzionale e bello, in linea con la visione che il nostro fondatore ha tracciato fin dal 1960: offrire soluzioni con il miglior equilibrio tra qualità, prezzo e funzionalità. Un bagno pensato per tutti, senza distinzioni, che unisca tecnologia e semplicità d’uso, estetica e comfort.  In sintesi, il bagno del futuro sarà uno spazio dove benessere, inclusività e sostenibilità si incontrano. E il design sarà il ponte tra questi valori e le soluzioni concrete che li rendono possibili.

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