Luxury Hospitality Conference 2025: il design come nuova forma dell’ospitalità

Il 30 ottobre 2025 Milano ha ospitato la Luxury Hospitality Conference, uno degli appuntamenti più importanti nel panorama internazionale dedicato al mondo dell’hotellerie di fascia alta.
Un evento che ha riunito architetti, imprenditori, designer, scuole di formazione e aziende per discutere di come il lusso, oggi, stia cambiando linguaggio: meno apparenza, più senso.

La NAD – Nuova Accademia del Design ha preso parte all’iniziativa come Institutional Partner, confermando la propria attenzione verso i temi dell’ospitalità e dell’esperienza come leve di progetto e di cultura.

Milano, capitale del dialogo tra architettura e accoglienza

Luxury Hospitality Conference 2025 NAD

La conferenza, organizzata da Teamwork Hospitality al Meliá Milano, ha messo al centro un interrogativo che riguarda da vicino tutto il mondo del design: come cambia il concetto di lusso nell’era dell’esperienza?
Un tema declinato attraverso interventi di professionisti provenienti da contesti diversi – architetti, general manager, brand strategist – con un filo conduttore comune: il design come strumento per costruire valore, identità e relazione.

Il programma ha alternato analisi di scenario e riflessioni concrete.
Da Stefania Lazzaroni, direttrice generale di Altagamma, che ha presentato i trend globali del lusso esperienziale, a Elisabetta Fabri, presidente e CEO di Starhotels Group, che ha raccontato come la personalizzazione del servizio sia diventata la nuova frontiera dell’hospitality.
Accanto a loro, Mehdi Benabadji (CEO di Ginori 1735) e Gianluca Valsesia (Gessi) hanno offerto la prospettiva dell’impresa manifatturiera, dove il prodotto di design si trasforma in parte integrante dell’esperienza di soggiorno.

Lusso, sostenibilità e generazioni: un equilibrio possibile

L’idea di lusso che emerge dal confronto è quella di un lusso responsabile, attento all’ambiente e alle persone.
Un cambiamento che attraversa l’intera filiera: dagli investimenti immobiliari alla gestione delle strutture, dal design degli interni alla formazione del personale.

La sessione “Luxury beyond boundaries” ha offerto un quadro preciso del mercato, sottolineando come l’hospitality contemporanea non possa più prescindere da parole chiave come sostenibilità, benessere e identità locale.
Le nuove generazioni di viaggiatori, sempre più informate e consapevoli, cercano autenticità più che status.
E il design, ancora una volta, diventa il mezzo con cui tradurre questi valori in spazi accoglienti, coerenti e memorabili.

Il ruolo del design: creare luoghi, non semplici strutture

Luxury Hospitality Conference 2025 NAD partner

Una parte significativa della conferenza è stata dedicata alla progettazione.
Architetti come Paola Cattarin (Zaha Hadid Architects), Claudia Campone (Thirtyone Design + Management) e Federico Spagnulo (Spagnulo & Partners) hanno discusso di come gli spazi dell’ospitalità debbano essere oggi pensati come ecosistemi emozionali.
Ogni dettaglio – dalla luce ai materiali, dal suono al profumo – contribuisce a costruire una narrazione coerente.

L’approccio progettuale, quindi, diventa sempre più multidisciplinare.
Nel percorso formativo di NAD, questo significa educare i futuri designer a un pensiero complesso: capace di leggere i comportamenti, integrare le tecnologie, comprendere l’impatto ambientale e sociale di ogni scelta.
Progettare un hotel o un ristorante oggi non è più solo un esercizio estetico, ma un atto culturale che intreccia marketing, ergonomia e storytelling.

Capitale umano e formazione: il vero vantaggio competitivo

Molti interventi hanno evidenziato il valore delle persone nel costruire un sistema di ospitalità eccellente.
Dal panel dedicato al “capitale umano” – con Paola Iemmallo (Hotel Principe di Savoia), Babila Bruni (Mandarin Oriental) e Stefania Valenti (Istituto Marangoni) – è emerso che la vera innovazione passa oggi attraverso la formazione continua.
Dietro ogni esperienza di lusso, infatti, c’è una rete di professionalità che unisce competenza, empatia e capacità di interpretare i bisogni dell’ospite.

Per NAD, impegnata da anni nella formazione nel campo dell’interior e hospitality design, questo rappresenta un punto di convergenza: preparare progettisti che comprendano il valore umano e culturale dell’accoglienza, prima ancora di quello estetico.

Tendenze e prospettive per il 2026

La conferenza ha offerto anche uno sguardo sul futuro prossimo.
Secondo le analisi presentate da THRENDS, il settore luxury hospitality in Italia è in crescita costante, trainato da turismo esperienziale, investimenti nel Sud Europa e riqualificazioni architettoniche che coniugano design e sostenibilità.
Si parla di una nuova stagione dell’ospitalità, più lenta, più locale, più rispettosa dei luoghi.

Il design, ancora una volta, sarà il mediatore di questo cambiamento: una disciplina capace di mettere in relazione tecnologia e artigianato, globalità e identità.
Un ambito di ricerca che NAD esplora anche nei propri corsi e progetti sperimentali, con l’obiettivo di formare figure capaci di progettare non solo spazi, ma esperienze.

La partecipazione di NAD alla Luxury Hospitality Conference 2025 come partner istituzionale rappresenta un segnale di coerenza e di impegno verso il dialogo tra formazione e industria.
Il futuro dell’hospitality passa dal design, dalla cultura del progetto e dalla capacità di tradurre le idee in esperienze tangibili.
E in questa transizione verso un lusso più consapevole, umano e sostenibile, la formazione resta la chiave per costruire un sistema capace non solo di accogliere, ma di ispirare.

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